Blog

Se non ci fosse stato

on
January 1, 2021

quest’anno. Vissuto così. Che ha deciso di farci vivere … (aggiungete a vostra discrezione la definizione), io sarei ancora a passare tutto il giorno a disegnare quella barchetta ferma in mezzo al mare, senza buttarmi mai.

E avrei contiuato a pensare che mi ero accorta, si, di non avere più le palle per rischiare di diventare quello che mi pare.

Ricordo ancora la prima volta della Verità. Brunori cantava ed io piangevo. avevo gli occhi pieni di lacrime, non riuscivo a vedere i passi eppure continuavo a camminare seguendo la direzione, meccanicamente. Era il cammino di ogni giorno, a quell’ora, sempre nello stesso posto. Cirocdata da gente, tanta gente, come non se ne vede più, cosi, tutta insieme, ad evitarsi con cura. Non mi è mai piaciuta la metropolitana. Mi è sempre mancata l’aria, la luce.

Me le ricordo come fosse ieri – e per fortuna no, non è ieri ma uno ieri di qualche anno fa – le martellate al cuore di “la verità è che non vuoi cambiare, che non sai rinunciare a quello quattro, cinque cose, a cui non credi neanche più”

Le nutrivo, male, quelle cose. I rapporti. Le relazioni. Le idee e le convinzioni. Le tenevo in vita perchè erano sempre state li e li mi ero convinta dovessero stare. Credenze. Mie, ereditate, ricevute in amabile dono.

A volte viviamo emozioni non nostre. Cosi come situazioni, scelte. Fino a vivere vite che non ci appartengono del tutto.

Ci fa paura l’idea di scomparire: dalle vite degli altri, dalla tv, dai social, dal gruppo, dal giro. Fino a che non scompariamo Noi.

Fa paura l’idea che prima o poi tutto quello a cui ti aggrappi prima o poi dovrà morire.

In quel momento, quel giorno, con la vista annacquata dalle lacrime ribelli stanche di stare chiuse dentro, non sapevo se mi sarei ancora potuta aggrappare a mio padre. Per la prima volta ho dovuto fare i conti con la malattia e la paura della morte.

Mio padre si è aggrappato alla vita, in quei mesi. Io alla sua forza.

Ed ho capito che si può e si deve essere ostinati in ciò che vale la pena, se non la vita. Che la paura di scomparire, in fondo, non l’ho mai avuta.

Lei non poteva stare senza di me.

Ho capito che mostrarmi sorridente agli occhi della gente, ai miei, non serviva a niente, perchè il sorriso non era vero. E che il dolore serve.

Serve quando lo provi, serve quando non lo provi più. E che quel dolore lo devi sentire, vivere, affrontare, capire. lo devi vestire, qualsiasi taglio, forma, colore, abbia. Per poi poterlo togliere e non indossarlo mai più.

Il 2020 non mi ha portato via nessuno. Le persone che amo sono ancora qui.

Mi ha tolto.

La matita con la quale disegnavo la tavola da surf in mezzo al mare, la paura di buttarmi, le quattro cinque cose alle quali non credevo neanche più.

Mi ha dato il coraggio. La lucidità. La forza. La convinzione

di essere.

ndr: Si soffre. Anche chi ha sempre il sorriso, la battuta pronta e usa l’ironia come medicina, sta male. E’ normale cadere, non lo è stare seduti a lungo con il culo per terra. Se ci riuscite, alzatevi da soli. In caso contrario, allungate la mano, chiedete aiuto. Anche questo è coraggio.

“il dolore serve. Proprio come serve la felcità”

Lo so.

TAGS
RELATED POSTS
Bambina felice

March 18, 2021

Ahorita

January 26, 2021

Non apparire. Esserci.

January 21, 2021

Hello, October!

October 4, 2020

Non aprire quella porta.

October 2, 2020

Scappo dalla città

October 1, 2020

2 Comments
  1. Giulio

    January 1, 2021

    Niente di più vero…una riflessione che va oltre…oltre anche L oceano.
    Non è la mancanza di palle …..piuttosto serve la scintilla che ti accende la mente.
    Bravissima Ale ,non avevo mai visto il tuo blog.🔝

    • Alessia Tarquinio

      January 1, 2021

      Grazie Giulio

Comments are closed.

Alessia Tarquinio
Repubblica Dominicana

Close Bitnami banner
Bitnami